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Informazioni Oncologiche

Tratte dal sito “Istituto Europeo di Oncologia”   http://www.ieo.it

INDICE DEGLI ARGOMENTI TRATTATI:

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Informazioni Oncologiche, materiale informativo:

La nausea e il vomito

 

Questo opuscolo ha lo scopo di aiutarla durante il trattamento di chemioterapia, fornendole delle raccomandazioni utili a prevenire e controllare la nausea e il vomito.

La nausea e il vomito sono fra gli effetti collaterali più frequenti e fastidiosi della chemioterapia.

I primi sintomi possono manifestarsi immediatamente e persistere nel tempo, oppure presentarsi tardivamente. In alcuni casi possono comparire prima ancora di iniziare una terapia.

La nausea non deve essere trascurata  perché  difficilmente regredisce  da sola e il modo in cui il paziente supera il primo ciclo di chemioterapia condiziona l’approccio ai trattamenti successivi.

Raccomandazioni per prevenire e controllare  la nausea:

  • Consumare cibi facilmente digeribili  specialmente in prossimità dei trattamenti.
  • Fare pasti piccoli  e frequenti (5-6 volte in sostituzione dei 3 pasti principali).
  • Consumare i pasti possibilmente alla stessa ora.
  • Mangiare il pasto più abbondante quando è presente una nausea di grado inferiore.
  • Evitare dolci, spezie e grassi o cibi fritti.
  • Prendere tempo per consumare il pasto, mangiare e bere lentamente, masticare il cibo ripetutamente, in modo da facilitare la digestione.
  • Non bere abbondantemente durante il pasto, ma bere lentamente sorseggiando liquidi durante la giornata.
  • Preferire le verdure cotte alle crude.
  • Farsi aiutare da amici e parenti a cucinare, allo scopo di evitare gli odori della cucina.
  • Evitare gli odori della cucina più forti usando al domicilio il micro-onde al posto dei fornelli o del forno.
  • Mangiare cibi secchi come grissini, fette biscottate o toast, prima dei pasti.
  • Non sforzarsi di mangiare quando si ha nausea.
  • Solo quando la nausea è sotto  controllo,  provare  a bere piccole  quantità  di liquidi  a temperatura  ambiente.
  • Se si ha fame, non aspettare  che la fame aumenti troppo: la fame può aumentare il senso  di nausea.
  • Evitare di coricarsi per almeno due ore dopo aver mangiato.
  • Adottare l’abitudine  di camminare dopo pranzo, al fine di evitare reflussi, nausea e vomito.
  • Considerare il fatto che esercizi di respirazione potrebbero  ridurre  la nausea dovuta alla chemioterapia.
  • La nausea che compare prima  della chemioterapia  è meglio controllata praticando tecniche di rilassamento.

Se la nausea colpisce

  • Fare profondi  respiri  e rilassarsi.
  • Masticare pezzettini di ghiaccio, fino al momento in cui la nausea non è regredita;  sorseggiare piccole quantità di coca cola sgasata.
  • Al migliorare della sintomatologia, far corrispondere l’introduzione  graduale di altri cibi nella dieta: iniziare con piccole quantità di liquidi a temperatura ambiente per poi passare a cibi liquidi ma più consistenti, densi (es. succo di frutta) per poi tornare gradualmente a una dieta normale.
  • Preferire le posate in plastica a quelle di metallo.
  • Ricordarsi di avvisare tempestivamente il medico o l’infermiere (più precoce  è  l’intervento,  maggiore sarà l’effetto di controllo sulla nausea).

 

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La Salute dei Denti e della Bocca nel paziente oncologico

La salute del cavo orale svolge un ruolo importante nell’intero  organismo.

Ad esempio la placca batterica presente in bocca può de- terminare infiammazione delle gengive che rappresenta una potenziale porta di ingresso per i batteri con il rischio di sviluppare non solo infezioni locali, ma anche renali e cardiache.

Una accurata igiene orale ed un periodico controllo dal proprio odontoiatra aiutano le persone sane a prevenire questi rischi. Le cure oncologiche come Radioterapia e Chemioterapia hanno ripercussioni importanti anche sul cavo orale in quanto possono determinare:

 

  • Infiammazioni delle mucose (mucositi)
  • Alterazioni del gusto
  • Sensazione di bocca secca
  • Carie dentarie
  • Infezioni
  • Malattie delle gengive e dell’osso sottostante (parodontiti).

 

Inoltre, patologie dentali pre-esistenti possono nel corso della radioterapia o durante un trattamento chemioterapico interferire con le terapie alterandone lo svolgimento. Per esempio non è infrequente che localizzazioni batteriche in prossimità delle radici di un dente possano evolvere in ascessi acuti che portano talvolta alla sospensione del trattamento. Una attenta igiene orale sicuramente aiuta a prevenire e limitare alcuni di questi problemi, tuttavia è importante che il paziente coinvolga il proprio odontoiatra informandolo della propria patologia oncologica.

La collaborazione fra oncologo ed odontoiatra di riferi- mento prevede uno scambio di informazioni sui piani di cura ed il controllo dei denti e della igiene orale prima dell’inizio della radioterapia e della chemioterapia. In questo modo il paziente viene preparato ad affrontare nel modo migliore le terapie programmate.

Da parte sua il paziente dovrebbe rispettare le modalità di prevenzione suggerite dall’odontoiatra e segnalare eventuali disturbi in bocca che si manifestino nel corso della terapia oncologica, quali sanguinamento delle gengive, dolore, infezioni, … per consentire adeguati e tempestivi provvedimenti.

Per offrire al paziente la miglior continuità di cura, l’Istituto Europeo di Oncologia ha creato Oral Care, un servizio che in collaborazione con l’odontoiatra prevede per il paziente: la Valutazione del Cavo Orale, lo Sviluppo del Piano di Trattamento e le Cure Odontoiatriche.

L’Igiene Orale

Nel  paziente  oncologico  un’igiene  orale  domiciliare  ade- guata dovrebbe prevedere:

  • la pulizia dei denti e della lingua, con movimenti gentili, dopo ogni pasto e prima di dormire (spazzolino Morbido)
  • il corretto passaggio del filo interdentale, dopo ogni pasto, per rimuovere la placca batterica avendo cura di evitare solamente le porzioni di gengiva dolenti o infiammate
  • l’idratazione della bocca con acqua o derivati evitando comunque colluttori contenenti soluzioni alcoliche
  • il controllo del cavo orale per evidenziare eventuali mo- dificazioni dei denti, lingua o gengive.

Il Servizio Oral Care

Oral Care è un servizio dell’Istituto Europeo di Oncologia che fa capo alla Divisione di Chirurgia Cervico Facciale con il compito di integrare le migliori competenze maxillo facciali con quelle odontoiatriche per la cura del cavo orale nel paziente oncologico.

Oral Care si rivolge sia ai pazienti che si sottopongono a trattamenti chirurgici e a terapie mediche del distretto cervico facciale, per garantire loro il miglior trattamento conservativo e riabilitativo, sia ai pazienti con altre patologie oncologiche che necessitano di radioterapia e/o chemioterapia, per prevenire e/o ridurre complicanze dentarie che possano interferire con la salute del cavo orale e con le terapie programmate.

Oral Care è anche un servizio di consulenza rivolto ai medici odontoiatri impegnati a garantire la miglior cura del cavo orale di loro pazienti con problematiche oncologiche.

Il servizio Oral Care prevede le seguenti prestazioni:

  • La Valutazione del Cavo Orale, il paziente viene valutato congiuntamente da un oncologo e da un odontoiatra prima e durante la terapia chirurgica, ra- dioterapica o chemioterapica. In questa fase vengono identificate eventuali patologie dentarie che possano interferire con la terapia programmata. Viene rilasciato al paziente un referto con le indicazioni cliniche necessarie all’odontoiatra per la stesura del piano di trattamento.

•   Lo Sviluppo del Piano di Trattamento

Su richiesta del paziente o del Suo odontoiatra, il personale dello IEO dedicato al Servizio Oral Care esegue una visita specialistica approfondita, suggerisce il piano di trattamento terapeutico e rilascia un referto con i detta- gli della terapia odontoiatrica suggerita.

Cure Odontoiatriche.

Su richiesta del paziente o del Suo odontoiatra, il personale dello IEO dedicato al Servizio Oral Care provvede, in parte o intera- mente, alle cure odontoiatriche previste dal piano di trattamento

 

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Preparazione all’intervento chirurgico

Venirsi a trovare in un ambiente estraneo e lontano dal contesto familiare e la preoccupazione di subire un intervento, possono creare situazioni di ansia. Il personale delle Divisioni chirurgiche dell’IEO desidera fornirLe qualche informazione e suggerimento per capire ed affrontare serenamente l’intervento chirurgico.

Per una buona riuscita dell’intervento è necessaria una corretta preparazione dell’organismo all’atto chirurgico. In accordo con il primario ed i medici di reparto, vengono applicati protocolli standard che, a seconda del tipo di intervento, prevedono tricotomia, clisteri, diete particolari, ecc. Questo comporta alcune manovre di cui in seguito parleremo e che richiedono la Sua collaborazione.

Tricotomia

È la depilazione della zona che verrà incisa durante l’intervento, per eliminare i rischi di infezione della ferita; contrariamente a quel che si dice, i peli ricrescono con le stesse caratteristiche di prima.

Pulizia intestinale

È indispensabile per alcuni tipi di intervento e consigliabile per tutti gli altri, ed è sempre necessario comunque non eccedere con l’alimentazione il giorno precedente al ricovero.

Igiene personale

1. Doccia o bagno di pulizia: è obbligatoria il mattino dell’intervento, con soluzione detergente o disinfettante, fornita dall’infermiere di turno. Prestare particolare attenzione alle pieghe cutanee ed all’ombelico; è vietato l’uso di borotalco o polveri prima e dopo l’intervento. I pazienti ai quali viene eseguita la mappatura per l’intervento chirurgico, non devono rimuoverla.

2. Rimozione di smalto dalle unghie e trucco

3. Rimozione di anelli, collanine, orecchini, piercing, ecc.

4. Rimozione di protesi

5. Attenzione particolare all’igiene del cavo orale

Digiuno

Assoluto dalle ore 24 del giorno che precede l’intervento. Questi semplici consigli possono sembrare ovvi, ma de- terminano una notevole riduzione del rischio di infezione delle ferite chirurgiche.

Dopo l’intervento, all’uscita dalla sala operatoria, sarà riportato nel suo letto di degenza dal personale della sala operatoria, che l’affiderà alle cure del personale di reparto.

Le chiediamo di sensibilizzare i parenti sulla necessità di non essere presenti in più persone contemporaneamente; in particolare, il giorno dell’intervento, si consiglia la pre- senza di 1 solo parente.

Dopo l’intervento può alzarsi dal letto solo con l’aiuto del personale infermieristico, per evitare rischi di cadute dovuti ad improvvisi cali pressori.

Ciò che genera più ansia nel postoperatorio è la paura del dolore

La sensazione fisica del dolore è vissuta diversamente da ognuno di noi ed è influenzata da diversi fattori, fra cui le esperienze precedenti. A volte l’ansia generata dalla paura raggiunge livelli tali da aumentare la sensazione di nausea, vomito, sudorazione, ecc. In base all’intensità del dolore e dell’eventuale presenza di nausea e vomito, su indicazione medica, Le verranno praticati antidolorifici o farmaci in grado di arrestare o alleviare i disturbi.

Con la speranza di alleviare il suo stato d’ansia Le rinnoviamo la nostra disponibilità

 

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Esercizi per la fatigue

È stato dimostrato che, praticando una costante e adeguata attività fisica, la sensazione di fatigue provata dal paziente si riduce notevolmente e che di conseguenza si ottiene un deciso miglioramento.

Già dopo le prime sedute è possibile osservare un aumento di:

–          massa muscolare e quindi forza e potenza

–          allenamento cardiorespiratorio

–          massima distanza percorsa

–          efficienza del sistema immunitario

–          agilità e abilità fisica e psichica

–          valori emoglobina e una diminuzione di:

–          sensazione di nausea

–          massa grassa

–          linfociti e monociti

–          pressione arteriosa

–          depressione e ansietà

–          durata del ricovero ospedaliero

–          stress emotivo e psicologico

Per questo si consiglia di avviare l’allenamento non appena inizia la somministrazione della terapia chemioterapica o radioterapica e di praticarlo costantemente.

Un corretto programma di allenamento prevede:

  1. 1.      Fase  iniziale  di  riscaldamento  (allo  scopo  di  facilitare  l’avvio  alla  fase  intensiva  di allenamento).

Esercizi di stretching e/o aerobici: da 5’ a 10’ di riscaldamento mediante esercizi aerobici di bassa intensità come: cammino, cyclette, tapis-roulant e/o stretching (vedere più avanti).

2.      Esercizi anabolici di resistenza

impegnano i principali muscoli della porzione superiore e inferiore del corpo prevedendo l’esecuzione di diverse serie di movimenti ripetuti contro una resistenza durante i quali la fatica neuromuscolare sopraggiunge attorno le 6-12 ripetizioni (vedere più avanti).

  1. 3.      Fase finale di defaticamento (allo scopo di facilitare il ritorno graduale ai livelli basali di attività).

Esercizi di stretching: 5’ di defaticamento costituito da esercizi di stretching per la muscolatura che è stata coinvolta nella seduta di allenamento (vedere più avanti).

È consigliabile inoltre affiancare alla tipologia di allenamento proposto anche attività di lieve o moderata entità come il fare passeggiate, bicicletta o cyclette, cicloergometro, tapis- roulant o nuoto (salvo diversa indicazione medica). Sono stati infatti osservati molteplici benefici per il paziente affetto da fatigue tra cui l’aumento del livello fisico di energia e il rinforzo della capacità funzionale con miglioramento della qualità di vita. Anche lo stato psicologico viene coinvolto positivamente poiché le endorfine prodotte dall’esercizio fisico agiscono diminuendo i sentimenti di ansia e di depressione.

N.B. All’inizio del periodo di allenamento e quando le sue componenti vengono modificate (aumento delle ripetizioni, delle serie o dei pesi) sarà possibile avvertire un indolenzimento muscolare assolutamente fisiologico e transitorio che non deve destare preoccupazione o portare a sospendere l’attività.

Ricordarsi di respirare durante l’esecuzione degli esercizi: inspirare a inizio movimento ed espirare soffiando durante la contrazione.

Di seguito verrà proposta una serie di esercizi che il paziente potrà seguire per il suo allenamento.

Ogni esercizio viene descritto in più modalità di difficoltà crescente.

N.B. È importante eseguire ciascun esercizio (soprattutto in fase iniziale) in modo da non affaticarsi eccessivamente rischiando di dover interrompere l’allenamento.

Consigliamo quindi di iniziare con la modalità più semplice per poi passare gradualmente alle successive.

Esercizi anabolici di resistenza Esercizi per gli arti inferiori:

Squat:

informazioni oncologiche

–          Partendo dalla stazione eretta con la schiena ben appoggiata contro la parete e i piedi ben distanziati l’uno dall’altro eseguire degli accovacciamenti piegandosi sulle ginocchia (se si riesce come nella figura, altrimenti fermandosi prima).

Si consiglia di iniziare con 1 serie da 1 a 12 squat per poi proseguire fino a raggiungere un massimo di 4 serie x 12 squat. Tenere una pausa di circa 1 minuto tra una serie e l’altra.

–          Una volta che lo sforzo percepito è “ abbastanza leggero” anche dopo l’esecuzione delle 4 serie allora è possibile svolgere l’esercizio in modo differente con una difficoltà maggiore e quindi eseguire gli squat con la schiena staccata dal muro.

–          Successivamente si potrà ulteriormente incrementare tenendo in mano dei piccoli pesi.

Alzarsi in punta di piedi:

–          Dalla stazione eretta sollevarsi sulle punte dei piedi. Inizialmente eseguire l’esercizio con entrambI i piedi contemporaneamente (peso del corpo distribuito su 2 appoggi)

Si consiglia di iniziare con 1 serie da 1 a 12 ripetizioni fino ad arrivare a eseguire più serie fino a un massimo di 4 x 12 ripetizioni. Tenere una pausa di circa 1 minuto tra una serie e l’altra.

informazioni oncologiche

–          Una volta che lo sforzo percepito è “ abbastanza leggero” anche dopo l’esecuzione delle 4 serie allora è possibile svolgere l’esercizio in modo differente con una difficoltà maggiore e quindi sollevarsi su un solo piede per volta (peso del corpo su un solo piede).

–          Se si vuole incrementare ulteriormente il carico dell’esercizio è possibile aggiungere dei piccoli pesi da tenere in mano

Abduttori e adduttori:

–          Eseguire l’esercizio sdraiati sulla schiena a letto in posizione semiseduta (alzare lo schienale a piacere), una gamba piegata (quella che non lavora) e l’altra ben dritta con il piede a martello portare la gamba fuori e dentro facendo strisciare il tallone sul materasso.

–          Per chi riesce, eseguire lo stesso movimento ma tenendo il tallone sollevato di qualche centimetro dal materasso.

Si consiglia di iniziare con 1 serie da 1 a 12 ripetizioni fino ad arrivare a eseguire più serie fino a un massimo di 4 x 12 ripetizioni. Tenere una pausa di circa 1 minuto tra una serie e l’altra.

Una volta che lo sforzo percepito è “ abbastanza leggero” anche dopo l’esecuzione delle 4 serie allora è possibile svolgere l’esercizio in modo differente con una difficoltà maggiore.

informazioni oncologiche

–          A) Quindi distesi su una superficie rigida (tappeto, pavimento) posizionarsi sul fianco e portare verso il soffitto la gamba che sta più in alto facendo attenzione a mantenerla ben distesa e con il piede a martello (è sufficiente sollevarla di 2 spanne da terra per rendere l’esercizio efficace). Eseguire prima su un fianco poi sull’altro.

–          B) Mantenendo la stessa posizione dell’esercizio precedente sollevare la gamba sotto mentre l’altra resterà piegata e appoggiata al pavimento per stabilizzare il bacino

–          Se si vuole incrementare ulteriormente l’allenamento è possibile aggiungere dei piccoli pesi alle caviglie.

Esercizi per gli arti superiori : Flessioni:

–          Eseguire l’esercizio partendo in piedi di fronte alla parete con le mani appoggiate al muro e le braccia tese, quindi piegare i gomiti, avvicinandosi con il tronco al muro, e distenderli lentamente allontanandosi

 

 informazioni oncologiche

Si consiglia di iniziare con 1 serie da 1 a 12 ripetizioni fino ad arrivare a eseguire più serie fino a un massimo di 4 x 12 ripetizioni. Tenere una pausa di circa 1 minuto tra una serie e l’altra.

–          Una volta che lo sforzo percepito è “ abbastanza leggero” anche dopo l’esecuzione delle 4 serie, allora è possibile svolgere l’esercizio in modo differente con una difficoltà maggiore e quindi effettuando i piegamenti sulle braccia a terra facendo attenzione a tenere le mani alla stessa altezza delle spalle e ben distanziate e mantenere le ginocchia appoggiate al pavimento (minore difficoltà).

 informazioni oncologiche

–          Se si vuole incrementare ulteriormente l’intensità dell’esercizio è possibile eseguire i piegamenti tenendo le gambe tese con l’ appoggio solo dei piedi come le classiche flessioni.

Spalle:

–          Eseguire l’esercizio distesi a letto utilizzando 2 pesetti da mezzo chilo (o altrimenti 2 bottiglie da mezzo litro d’acqua ). Partendo con le braccia tese lungo i fianchi portarle in alto verso il soffitto mantenendole sempre diritte. Alternare un braccio per volta. Sempre partendo con le braccia tese lungo i fianchi, portare le braccia fuori e verso dietro disegnando un semicerchio. Alternare un braccio per volta.

Si consiglia di iniziare con 1 serie da 1 a 12 ripetizioni fino ad arrivare a eseguire più serie fino a un massimo di 4 x 12 ripetizioni. Tenere una pausa di circa 1 minuto tra una serie e l’altra.

 

 informazioni oncologiche

–          Una volta che lo sforzo percepito è “ abbastanza leggero” anche dopo l’esecuzione delle 4 serie, allora è possibile svolgere l’esercizio in modo differente con una difficoltà maggiore e quindi eseguire l’esercizio seduti con la schiena ben appoggiata, gomiti leggermente piegati e mani all’altezza delle spalle, portare le braccia sopra la testa e sorreggendo piccoli pesi o bottiglie d’acqua da mezzo litro. Partire con pesi da mezzo chilo o un chilo a seconda della fatica percepita e incrementare gradualmente

Bicipiti:

–          Eseguire l’esercizio distesi a letto o se possibile seduti, braccia distese lungo i fianchi, piegare i gomiti e portare le mani al petto sorreggendo un peso da mezzo chilo. Alternare una mano alla volta.

informazioni oncologiche

Si consiglia di iniziare con 1 serie da 1 a 12 ripetizioni fino ad arrivare a eseguire più serie fino a un massimo di 4 x 12 ripetizioni. Tenere una pausa di circa 1 minuto tra una serie e l’altra.

–          Una volta che lo sforzo percepito è “abbastanza leggero” anche dopo l’esecuzione delle 4 serie, allora è possibile svolgere l’esercizio in modo differente con una difficoltà maggiore, quindi seduti o in piedi, braccia distese lungo i fianchi, piegare i gomiti e portare le mani al petto sorreggendo un piccolo peso alternando un braccio per volta. Partire con pesi da mezzo chilo o un chilo a seconda della fatica percepita e incrementare gradualmente.

Esercizi per i muscoli addominali:

Crunch:

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Distesi supini a letto con le ginocchia leggermente piegate e piedi appoggiati sul materasso, sollevare la testa e le spalle dal letto senza aiutarsi con le braccia che dovranno essere tenute incrociate al petto.

Si consiglia di iniziare con 1 serie da 1 a 12 ripetizioni fino ad arrivare a eseguire più serie fino a un massimo di 4 x 12 ripetizioni, ciascuna intervallata da pause di 1 minuto.

Una volta che la fatica percepita è quasi nulla anche dopo l’esecuzione delle 4 serie, allora è possibile svolgere l’esercizio con una difficoltà maggiore, e quindi effettuarlo tenendo le mani intrecciate dietro la testa.

2.    Fase finale di defaticamento

circa 5 minuti

Allungare tutta la muscolatura che è stata coinvolta nella seduta di allenamento, raggiungendo gradualmente la massima posizione di allungamento che vi è possibile. Tenere ogni posizione di stretching per almeno 20-30 secondi, in questa posizione la sensazione percepita non deve essere dolore ma tensione muscolare.

Ecco alcuni esempi di posizioni specifiche per allungare i principali distretti muscolari.informazioni oncologiche

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