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Ecografia ostetrica : COS’E’ L’ECOGRAFIA?

L’ecografia è una tecnica che consente di vedere gli organi del nostro corpo mediante onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni non udibili dall’orecchio umano) che attraversano i tessuti.

II principio su cui si basa l’ecografia è lo stesso utilizzato dal sonar delle navi per localizzare i sottomarini.In pratica l’ecografia funziona così la macchina attraverso Ia sonda appoggiata sull’addome invia un insieme di onde sonore nel corpo. Questa onde vengono in parte riflesse dagli organi che attraversano, formando echi (onde sonore di ritorno) che vengono raccolte dalla sonda e in seguito trasformate in immagine dalla macchina e visualizzate sullo schermo. Con questa tecnica possono essere osserva­te, in modo dettagliato, le diverse parti del corpo materno e fetale.

L’ECOGRAFIA E’ INNOCUA PER IL FETO?
Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre venticinque anni, e non sono mai stati riportati effetti dannosi, anche a lungo termine, sul feto. Per tale ragione, con le tecniche adottate attualmente, l’uso diagnostico dell’ecografia e da considerarsi priva di rischi per la salute fetale e materna.

PERCHE’ FARE L’ECOGRAFIA e QUANTI ESAMI SONO NECESSARI NEL CORSO DELLA GRAVIDANZA?
Le ragioni piu comuni per cui si esegue l’ecografia sono: determinare con buona precisione l’epoca della gravidanza, Ia posizione del feto e accertare che il suo sviluppo sia normale. Nella gravidanza normale sono consigliabili, a nostro avviso, almeno quattro esami cosi distribuiti
– 1° Esame prima della 12° – 13° settimana (obiettivo principale: datazione della gravidanza)

– 2° Esame tra la 15° e 16° settimana (obiettivo principale: valutazione pre-screening sierologico e/o diagnostica invasiva)

– 3° Esame tra la 20° e 22° settimana (obiettivo principale: ricerca di base delle anomalie strutturali)
– 4° Esame tra la 30° e 34° settimana (obiettivo principale: valutazione dell’accrescimento fetale e posizione fetale)

Si effettueranno esami in altri momenti della gravidanza qualora vi sia ragione per il vostro ginecologo di avere verifiche di quesiti clinici o vi sia Ia necessità di eseguire esami particolari che necessitano di misurazioni e valutazioni ecografiche (Tri-test, prelievo villi coriali, amniocentesi ecc.).
Sarà comunque il Vs. ginecologo di fiducia a consigliarVi quando si renderanno necessarie le valutazioni aggiuntive.
lnfine anche l’ecografista potrà indicarVi momenti diversi in cui effettuare controlli ecografici per meglio definire le valutazioni che lui stesso effettuerà nei diversi momenti della gravidanza (In circa il 10% dei casi si rende necessario Ia ripetizione dell’esame per il completamento delle valutazioni strutturali di base. – M. J. Whittle da Current Obstetrics and Gynaecology, Ed. ltaliana 2°; 209-213, 1993).

QUANTO DURA UN ESAME ECOGRAFICO?
L’esame ecografico può durare da cinque minuti a mezz’ora, di solito dieci minuti. Diversi fattori possono influenzare Ia durata dell’esame: Ia quantità di liquido amniotico, Ia posizione del feto, Ia presenza di anomalie, il periodo di gravidanza e non ultimo il motivo per cui si sta facendo l’esame.
Normalmente l’esame comune eseguito per il controllo di base nella popolazione generale dura cinque-dieci minuti.

QUANDO E PERCHE’ FARE L’ECOGRAFIA NEL CORSO DELLA GRAVIDANZA?
Nei primi due-tre mesi di gravidanza l’ecografia permette di valutare l’epoca della gravidanza mediante Ia misurazione della lunghezza fatale (CRL=Lunghezza Cranio-Caudale) e confrontarla con l’epoca di gravidanza calcolata mediante l’ultima mestruazione. Durante questa prima ecografia si valuterà Ia vitalità embrionale mediante Ia visualizzazione del battito cardiaco fetale (BCF) e dei movimenti fetali (MAF).
In questo periodo, inoltre, si rende possibile l’identificazione della/e camera/a ovulare/i e quindi Ia localizzazione della sede di impianto con le eventuali sue patologie.
Dopo il terzo mese lo scopo principale dell’ecografia e Ia ricerca di base delle anomalie strutturali fetali (malformazioni) e il momento ottimale per effettuare l’esame ecografico e tra Ia 20° e Ia 22° settimana.
L’esame permette di effettuare correntemente alcune misurazioni sulla testa fatale (BPD = Diametro Bi-Parietale, CC = Circonferenza Cranica, TCD = Diametro Trasverso Cerebellare) e valutare alcune strutture intracraniche. Altre misurazioni si possono ottenere a livello dell’addome fatale (CA = Circonferenza Addominale) o a livello degli arti dove comunemente si rileva Ia lunghezza del femora fetale (LF = Lunghezza Femorale); queste misure vengono confrontate con quelle di riferimento per il periodo di gravidanza in corso. In questo stesso periodo si può visualizzare l’inserzione placentare e possono essere distinti nel corpo fetale alcuni organi cavi come lo stomaco e Ia vescica, mentre per quanto riguarda Ia struttura ossea possono essere evidenziati i segmenti principali: ossa lunga degli arti, Ia struttura cranica, Ia cassa toracica, e Ia colonna vertebrale. La precoce valutazione di alcune strutture encefaliche (plessi corioidei, cervelletto fatale, ventricoli cerebrali ecc.) possono essere di aiuto nel riconoscere precoci anomalie del S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale) pur non escludendo quelle a compar­ sa tardiva.
A livello toracico si potranno identificare i campi polmonari, il cuore in attività e a livello addominale si procederà al riconoscimento delle logge renali, delle anse intestinali, del fegato e di quelle parti cave come lo stomaco e Ia vescica.
Dal quarto mese può essere riconosciuto il sesso (in genera il sesso maschile si identifica prima e con maggior precisione di quello femmi­nile, infatti per il sesso femminile a volte si rendono necessare scansioni in epoche più avanzate). In ogni caso il riconoscimento del sesso e condizionato dalla posizione fetale e dalle condizioni locali. Cosi come per il sesso Ia possibilità di rilevare una qualsiasi anomalia che interessi il feto, è fortemente condizionata sia dal tipo e dalla grandezza dell’alterazione presente sia dalla posizione fetale, dalla quantità di liquido amniotico e dallo spessore della parete addominale materna.

E LE MALFORMAZIONI?
Come abbiamo già detto, Ia visualizzazione degli organi fetali e dell’anatomia nel suo complesso è influenzata da diversi fattori e quindi anche il riconoscimento delle malformazioni fetali è condizionato da questi e dalla diversa epoca di comparsa delle alterazioni.
L’esame ecografico consente di evidenziare Ia maggior parte delle malformazioni fetali maggiori, tuttavia per i limiti intrinseci della metodica è possibile che alcune lesioni, anche importanti, non siano rilevate. lnoltre l’esame dettagliato di alcuni organi o parti fetali (cuore, colonna vertebrale, viso, arti ecc.) viene eseguito solo quando vi siano ragionevoli motivazioni per sospettare Ia loro non corretta formazione o crescita.
Alcune malformazioni e/o difetti strutturali fetali hanno manifestazione tardiva e quindi non possono essere riconosciute negli esami precoci. Vi ricordiamo infine di riportare sempre ai controlli successivi i referti precedenti per una corretta valutazione della crescita fetale.
(tratto e modificato da GLI STANDARD IN ECOGRAFIA OSTETRICA- SIEOG – Risveglio Ost. Vol. 66, N. 1, 1995, 6-11 ).

Ginecologia Oncologica Preventiva del Basso Tratto Genitale Femminile


Studio Ginecologico Dott. Mario Preti
Specialista in Ginecologia ed Ostetricia – Oncologia Medica
Corso Re Umberto 44 Torino – Telefono 011.5621744 – Fax 011.5622901

E-Mail: mario.preti@studioginecologico.info